PrevenzioneTempo lettura: 4 min.

Tappi per concerti e discoteca: come sceglierli bene

Sei sotto il palco, la musica è altissima, e alla fine della serata hai quel fischio leggero nelle orecchie che dura un paio d'ore. Ti è già successo, probabilmente più di una volta.

Un paio di tappi auricolari su una superficie scura, illuminati da luci colorate.

Sei sotto il palco, la musica è altissima, e alla fine della serata hai quel fischio leggero nelle orecchie che dura un paio d'ore. Ti è già successo, probabilmente più di una volta. Se vai spesso a concerti, in discoteca o in locali con musica dal vivo, un paio di tappi buoni non è un capriccio da fissati dell'udito: è una precauzione semplice che vale la pena prendere.

Perché conviene proteggersi

La musica dal vivo, e ancora di più il rumore di una pista da ballo con le casse vicine, arriva a livelli che l'orecchio non è pensato per reggere a lungo. Non serve sapere i numeri esatti per capirlo: basta pensare a quanto suona diverso un concerto rispetto, per dire, a una conversazione normale. Chi ci va spesso, o ci lavora dietro le quinte, ha tutte le ragioni per portarsi dietro una protezione, non solo l'impressione di "farsi due orecchie".

Che tipi di tappi esistono

In commercio trovi principalmente tre famiglie di protezioni: gli inserti che si infilano nel condotto (in schiuma morbida, oppure preformati, oppure fatti su misura), le cuffie che coprono tutto l'orecchio con un archetto, e alcuni modelli più leggeri che chiudono l'ingresso del condotto restando esterni. Per una serata in un locale, gli inserti sono di gran lunga i più comodi e i più usati.

La differenza vera, però, non è tanto la forma quanto come attenuano il suono. I tappi in schiuma da lavoro, quelli economici che si trovano ovunque, tagliano soprattutto le frequenze alte: il risultato è un suono ovattato, un po' come sentire la musica da dietro un muro. I tappi pensati apposta per chi ascolta musica, quelli con un piccolo filtro acustico, abbassano il volume in modo più uniforme su tutte le frequenze. Si continua a sentire la musica com'è, solo più piano. Nessun tappo, va detto, riesce a "togliere il rumore e lasciare la musica": qualsiasi protezione abbassa tutto insieme, in proporzioni simili.

Come scegliere il livello giusto

Non serve inseguire il tappo che isola di più. Anzi: una protezione troppo aggressiva rende difficile capire chi ti parla accanto o accorgerti di quello che succede intorno a te, e spesso finisce per essere il motivo per cui te li togli proprio quando servirebbero. L'obiettivo non è azzerare il rumore, è abbassarlo quel tanto che basta a non stancare l'orecchio. Se compri tappi filtranti pensati per la musica, in genere trovi indicato in confezione un valore di attenuazione: tienilo come indicazione di massima, non come una misura esatta, perché nell'uso reale la protezione effettiva è quasi sempre un po' più bassa di quella dichiarata in laboratorio.

Gli errori più comuni

Il più frequente è toglierseli per qualche minuto proprio nel momento più rumoroso della serata, pensando che tanto il grosso della protezione è già fatto: bastano pochi minuti senza per vanificare buona parte del vantaggio. Un altro errore diffuso è comprare l'attenuazione più alta possibile convinti che "più isola, meglio è": oltre una certa soglia si passa dalla protezione all'isolamento, che è scomodo e spesso controproducente. E poi c'è chi si presenta al concerto con i vecchi tappi da cantiere trovati in un cassetto: proteggono, ma distorcono parecchio il suono perché tagliano le frequenze alte più di quelle basse.

Vale anche la pena imparare a inserirli bene: un tappo messo male protegge molto meno di uno inserito correttamente, anche se il modello è lo stesso. Se non sei sicuro di come si fa, chiedi in farmacia o leggi le istruzioni della confezione: la differenza si sente.

Se il fischio non passa

Un ronzio o un fischio leggero dopo una serata rumorosa, che sparisce entro un giorno o due, è una reazione comune e nella maggior parte dei casi non è motivo di allarme. Detto questo, anche quando passa in fretta non vuol dire che non sia successo nulla: è comunque un segnale che le orecchie hanno lavorato sotto sforzo, ed è un buon promemoria a proteggerle meglio la prossima volta. Se invece il fischio dura più a lungo del solito, o se dopo una serata ti accorgi che senti peggio da un orecchio in modo netto, non aspettare che passi da sola: vale la pena farsi vedere da uno specialista, meglio prima che dopo.

Se frequenti spesso locali rumorosi, anche senza aver notato niente di strano, un controllo dell'udito ogni tanto è un'abitudine sensata, non un'esagerazione.

↑ Torna all'inizio

Continua a leggere

Un paio di cuffie accanto a un portatile aperto, su un tavolo chiaro.

Prevenzione

Test dell'udito online: cosa ti dice davvero

Sei sull'autobus, hai messo le cuffie e ti sei accorto che l'altoparlante del vicino si sente più chiaro del tuo. O magari è tua madre, che ultimamente ti fa ripetere le cose due volte.