Vita quotidianaTempo lettura: 4 min.

Apparecchi acustici quando l'età avanza: cosa sapere prima di pagare tutto di tasca tua

Hai notato che tua madre tiene la tv più alta del solito, oppure sei tu che in un locale rumoroso non capisci più bene cosa dicono gli altri.

Una donna sui settant’anni legge il giornale accanto a una finestra soleggiata.

Hai notato che tua madre tiene la tv più alta del solito, oppure sei tu che in un locale rumoroso non capisci più bene cosa dicono gli altri. Prima o poi arriva la domanda: serve un apparecchio acustico, e quanto costa? E subito dopo, quella vera: c'è un modo per non pagarlo interamente da soli?

La risposta onesta è che dipende, e che l'età da sola non basta a rispondere. Non esiste una soglia di anni oltre la quale l'apparecchio diventa automaticamente gratuito. Quello che conta è la propria condizione di salute, valutata da una commissione medica: chi ha un certo grado di invalidità riconosciuta, o rientra in altre situazioni particolari previste dal sistema sanitario, può accedere a protesi e ausili, apparecchi acustici compresi, a condizioni economiche più favorevoli di quelle di mercato. Ma è qualcosa che va verificato sulla propria situazione specifica, non una regola valida per chiunque abbia superato una certa età.

Da dove iniziare, in pratica

Il primo passo, se sospetti un calo dell'udito tuo o di un familiare, è parlarne con il medico di famiglia, che può indirizzare verso una visita specialistica. Se poi emerge che potrebbe esserci diritto a un sostegno per l'acquisto, conviene rivolgersi direttamente alla ASL della propria zona: sono loro a sapere quali documenti servono, quali tempi aspettarsi e quali dispositivi rientrano nell'assistenza per il territorio specifico, perché le regole cambiano da regione a regione.

Se in famiglia c'è già un riconoscimento di invalidità o di disabilità per altri motivi, vale la pena chiedere proprio a chi ha seguito quella pratica se copre anche gli ausili per l'udito: a volte la porta d'ingresso è già aperta e basta usarla, senza ripartire da zero.

Perché "gratis" va preso con le pinze

Anche quando esiste un sostegno pubblico, raramente significa apparecchio a costo zero in senso assoluto. Di solito viene coperta una fascia di prezzo definita a livello regionale, pensata per un dispositivo funzionale e dignitoso, non necessariamente il modello più sofisticato in commercio. Se poi si sceglie una versione più avanzata, la differenza spesso resta a carico della famiglia. Arrivarci sapendolo evita delusioni: meglio pensare a un aiuto concreto sul prezzo, più che a un regalo completo.

La leva della dichiarazione dei redditi

Anche quando non si rientra in nessuna delle condizioni che danno accesso a un sostegno diretto, resta una strada più semplice e alla portata di quasi tutti: le spese sanitarie, comprese quelle per protesi come gli apparecchi acustici, si possono in buona parte recuperare portandole in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Per questo conviene conservare sempre scontrini e fatture dell'acquisto, meglio se già dal primo colloquio con l'audioprotesista. Quanto si recupera esattamente dipende da regole che cambiano ogni anno: il conto preciso lo fa meglio un commercialista o un centro di assistenza fiscale, non serve saperlo a memoria.

Come riconoscere le proposte poco serie

Capita di imbattersi in pubblicità che promettono apparecchi acustici gratuiti per chiunque abbia superato una certa età, senza altre condizioni. Diffida di questo tipo di messaggi: nessuna procedura seria funziona senza prima guardare la situazione della singola persona. Se qualcuno ti propone un apparecchio gratis senza chiederti nulla del tuo stato di salute o senza passare da una valutazione, è più probabile che sia una trovata commerciale che un'agevolazione reale. La via più affidabile resta sempre quella che passa dal medico e dalla ASL.

In sintesi

Non aspettarti un diritto automatico legato al compleanno, ma non dare nemmeno per scontato che tutto resti a tuo carico: vale la pena informarsi, perché a seconda della situazione personale esistono sia sostegni diretti sia un recupero fiscale che può fare comunque una bella differenza sulla spesa finale. Il modo più semplice per saperlo con certezza è parlarne con il proprio medico e poi con la propria ASL, portando la documentazione che già si ha.

↑ Torna all'inizio

Continua a leggere