Salute dell'uditoTempo lettura: 4 min.

Quella vertigine che tutti chiamano labirintite

Ti gira la testa all'improvviso, la stanza sembra muoversi, ti viene la nausea e stare in piedi diventa difficile. Quasi tutti, in questi casi, dicono di avere la labirintite.

Una scala a chiocciola vista dal basso, con luce e ombre nette.

Ti gira la testa all'improvviso, la stanza sembra muoversi, ti viene la nausea e stare in piedi diventa difficile. Quasi tutti, in questi casi, dicono di avere la labirintite. Nella maggior parte delle volte, però, non è proprio così: quello che sta succedendo è un'infiammazione del nervo che si occupa dell'equilibrio, dentro l'orecchio interno, mentre l'udito resta intatto. La vera labirintite, quella in senso stretto, si porta dietro anche un calo dell'udito o un fischio nell'orecchio: è una cosa un po' diversa, anche se parte dalla stessa zona.

Questa distinzione non è un dettaglio da addetti ai lavori. Serve a te, in pratica: se durante o dopo la vertigine noti che ci senti peggio da un orecchio, è un'informazione da riportare a chi ti visita, perché cambia la valutazione.

Come va di solito

Nei primi giorni la vertigine è più intensa, spesso continua, con nausea e un bisogno naturale di stare fermi. È la fase più pesante, ma anche quella più breve. Nelle settimane successive le cose migliorano da sole: la sensazione di rotazione si attenua, il corpo ricomincia pian piano a fidarsi di quello che vede e sente.

In alcune persone resta, per un po', un filo di instabilità nei movimenti più bruschi, come girarsi di scatto o alzare lo sguardo in fretta. Non è un segno che qualcosa non va: è semplicemente il cervello che sta ricalibrando l'equilibrio, e questa parte del recupero richiede più tempo della vertigine vera e propria.

Cosa aiuta davvero

Muoversi con calma, appena la fase più acuta è passata, aiuta il recupero più di quanto aiuti stare fermi ad aspettare. Piccoli esercizi mirati, quelli che un fisioterapista con esperienza in disturbi dell'equilibrio può insegnare, sembrano fare la differenza proprio sull'instabilità residua: muovere gli occhi seguendo un oggetto mentre si muove la testa, camminare su superfici diverse, cose semplici che si possono ripetere ogni giorno.

Non serve affrettare nulla né aspettarsi un calendario preciso: il tempo di recupero varia da persona a persona, e va bene così.

Una vertigine diversa che a volte si presenta dopo

Capita che settimane dopo, quando sembrava tutto ormai passato, torni una vertigine breve, legata a un movimento preciso della testa: girarsi nel letto, guardare in alto per prendere qualcosa da uno scaffale. Non è quasi mai una ricaduta della stessa cosa. È più spesso un problema diverso, legato a piccoli cristalli dell'orecchio interno che si sono spostati dalla loro posizione. Si risolve bene, e in fretta, con alcune manovre specifiche che un medico o un fisioterapista possono eseguire in studio in pochi minuti: aspettare che passi da sola non è la strada più veloce.

Quando vale la pena farsi vedere subito

Nella grande maggioranza dei casi questa vertigine, per quanto sgradevole, non è pericolosa e si risolve da sola nel giro di giorni o settimane. Ci sono però alcune situazioni in cui è meglio non aspettare e farsi controllare subito: se insieme alla vertigine arriva un mal di testa fortissimo e improvviso, la vista doppia, difficoltà a parlare o a muovere un lato del viso o del corpo, oppure se l'udito cala di colpo proprio mentre gira la testa. Non sono segnali da cui allarmarsi in autonomia, sono semplicemente motivi validi per andare a farsi vedere presto, così chi ti visita può escludere con tranquillità le cause meno comuni.

Se invece l'instabilità continua a lungo, per settimane, dopo che la vertigine forte è ormai un ricordo, non è il caso di conviverci come se fosse la normalità: parlane con un medico. Può darsi che l'equilibrio stia ancora completando il suo riadattamento, oppure che ci sia qualcos'altro da guardare più da vicino. In entrambi i casi si affronta meglio insieme a chi può visitarti, non da soli.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra labirintite e neurite vestibolare?

Quella che quasi tutti chiamano labirintite è spesso una neurite vestibolare, cioè un'infiammazione del nervo dell'equilibrio nell'orecchio interno, con l'udito che resta intatto. La labirintite in senso stretto porta anche un calo dell'udito o un fischio. Se durante la vertigine ci senti peggio da un orecchio, va riferito a chi ti visita.

Quanto dura la labirintite?

Nei primi giorni la vertigine è più intensa e spesso continua, con nausea. Nelle settimane successive migliora da sola. In alcune persone resta per un po' una leggera instabilità nei movimenti bruschi: è il cervello che ricalibra l'equilibrio, e questa parte richiede più tempo. I tempi variano da persona a persona.

Cosa aiuta a guarire dalla labirintite?

Muoversi con calma appena passa la fase acuta aiuta più che restare fermi. Esercizi mirati insegnati da un fisioterapista esperto di equilibrio, come seguire un oggetto con gli occhi muovendo la testa o camminare su superfici diverse, sembrano fare la differenza soprattutto sull'instabilità che resta.

Perché dopo la labirintite torna una vertigine breve muovendo la testa?

Se settimane dopo compare una vertigine breve legata a un movimento preciso, come girarsi nel letto o guardare in alto, di solito non è una ricaduta. Più spesso sono piccoli cristalli dell'orecchio interno spostati dalla loro sede, un problema diverso che si risolve in fretta con manovre specifiche eseguite in studio.

Quando la vertigine richiede una visita urgente?

Bisogna farsi controllare subito se con la vertigine arrivano un mal di testa fortissimo e improvviso, vista doppia, difficoltà a parlare, debolezza a un lato del viso o del corpo, o un calo improvviso dell'udito. Anche un'instabilità che dura settimane dopo la fase acuta merita una visita.

Fonti

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