Salute dell'uditoTempo lettura: 4 min.

Capogiro o vertigine? Cosa c'entra il collo

Ti alzi in fretta, o giri la testa per guardare chi ti ha chiamato, e per un attimo il mondo perde l'equilibrio.

Una donna sale una scala luminosa tenendosi al corrimano.

Ti alzi in fretta, o giri la testa per guardare chi ti ha chiamato, e per un attimo il mondo perde l'equilibrio. Capita a molte persone, e la prima domanda che viene naturale è sempre la stessa: è l'orecchio o è il collo?

La risposta comincia dal tipo di sensazione. Se hai davvero l'impressione che tutto giri intorno a te, come su una giostra che non si ferma, si tratta di quella che di solito si chiama vertigine vera e propria, e nasce quasi sempre nell'orecchio interno, la parte del corpo che si occupa del nostro equilibrio. Se invece la sensazione è più di sbandamento, di terreno che manca sotto i piedi, senza quella rotazione netta, il collo entra più facilmente in gioco. Non è una regola assoluta, ma è un buon punto di partenza per capire cosa sta succedendo.

Come si comportano nel tempo

Un modo utile per orientarti è osservare quando arriva il capogiro e quanto dura.

Se compare cambiando posizione, per esempio girandoti nel letto o alzando lo sguardo verso uno scaffale alto, e dura pochi secondi, magari meno di un minuto, spesso ha a che fare con piccoli spostamenti all'interno dell'orecchio: nulla di grave, ma fastidioso, e in genere si risolve con un paio di manovre semplici che uno specialista può insegnarti o eseguire lui stesso.

Se invece la sensazione arriva all'improvviso e resta lì, continua, per un giorno intero o più, è un altro tipo di episodio, di solito legato a un'infiammazione temporanea dell'orecchio interno. In questo caso vale la pena farsi vedere, perché il quadro è diverso e va valutato da chi ha gli strumenti giusti.

Il capogiro che nasce dal collo ha un'impronta ancora diversa: peggiora o compare quando muovi il collo, magari dopo una giornata alla scrivania con le spalle tese, spesso insieme a un po' di dolore o rigidità cervicale. È più una sensazione di instabilità che di rotazione vera, e tende a essere legato ai movimenti o alle posizioni che tieni, non a episodi improvvisi e isolati.

Perché conviene capire l'origine giusta

Confondere le cause non è un dettaglio da poco: chi tratta il collo quando il problema è nell'orecchio, o viceversa, spesso non ottiene sollievo, perché il rimedio giusto dipende da dove nasce davvero il disturbo. Per questo, se il capogiro si ripete o ti preoccupa, la cosa più sensata è farlo guardare da chi può valutarlo con calma, invece di tentare da soli manovre viste su un video: quelle vanno bene solo quando qualcuno ha già capito quale orecchio e quale parte è coinvolta.

Nel frattempo, ci sono piccole cose che aiutano quasi sempre: muovere il collo con gentilezza, senza scatti bruschi, specialmente al mattino; fare pause quando stai a lungo con la testa piegata su uno schermo; e, se noti che certi movimenti scatenano il capogiro, provare a farli più lentamente invece di evitarli del tutto, perché il corpo spesso si abitua di nuovo con un po' di pratica dolce.

Quando vale la pena non aspettare

La maggior parte dei capogiri legati al collo o a piccoli disturbi dell'orecchio passa da sola o con un intervento semplice, e non è motivo di allarme. Detto questo, se insieme al capogiro noti cose come formicolio o debolezza da un lato del corpo, difficoltà a parlare o a deglutire, mal di testa molto forte e improvviso, oppure un calo dell'udito comparso di colpo insieme alla vertigine, è il caso di farti vedere subito, senza rimandare. Sono segnali che meritano attenzione tempestiva, non perché la situazione sia sempre grave, ma perché è meglio farla controllare presto.

Se invece il capogiro è legato ai movimenti, si ripete ma resta lieve, e magari conosci già la tua tendenza a soffrirne quando sei stanco o in tensione, puoi affrontarlo con calma, magari parlandone al prossimo controllo con il tuo medico o un fisioterapista che si occupi di collo e postura.

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